I Buoni locali: ricchezza del territorio
Il Buono locale di Solidarietà, ha la particolarità di circolare solo in un territorio limitato, (in Toscana a livello regionale). Questo consente ad una parte della ricchezza prodotta nel territorio, di rimanere e di essere spesa tra le aziende, industriali, artigiane, commerciali e contadine aderenti al circuito. Il fatto di essere uno strumento di scambio che non rappresenta una riserva di valore e che non produce interessi, potrà “contagiare” positivamente anche la moneta ufficiale a cui è legata e consentirà una maggiore velocità di circolazione delle due monete.
E’ auspicabile che alle imprese, si affianchino anche professionisti come commercialisti, dottori, geometri, ingegneri ecc., professori che impartiscono lezioni varie, musica, lettere, matematica ecc., baby sitter, badanti, asili privati e pubblici, scuole di ballo, palestre ecc.Maggiore sarà la diffusione del Buono, maggiore sarà la ricchezza che circolerà e rimarrà. sul territorio. Per favorire una maggiore penetrazione di questo strumento e fare anche un’operazione di immagine, potrà essere coniata anche una medaglia (il Buono in metallo, magari una vecchia moneta caratteristica locale) di valore da definire, che circolerà in parallelo ai Buoni cartacei.
Gli Enti locali coinvolti potranno studiare agevolazioni per le imprese che aderiranno all’iniziativa e per le nuove imprese (industriali, commerciali, artigiane e contadine) che decideranno di aprire la loro attività nel territorio accettando e favorendo la circolazione dei Buoni.
Sia nel settore agricolo che nei comparti artigianali e industriali verranno attuate delle riduzioni della filiera produttiva che permetteranno anche di poter comprare a prezzi concorrenziali, prodotti e manifatture locali, favorendo il mantenimento della tradizione. Questi piani aziendali, a disposizione open source sul nostro sito, sono parte integrante del progetto Buoni.
Al fine di favorire il successo dell’iniziativa è auspicabile che venga attivata una adeguata promozione nel territorio che faciliti la comprensione dei cittadini sull’uso ed sui benefici che ne potrà trarre l’intera comunità dall’adozione del Buono. Si deve ricreare il senso di appartenenza ad una comunità, ad un territorio. Per favorire l’integrazione degli immigrati presenti si potranno studiare forme per favorire l’uso del Buono che sarà strumento di inserimento di queste comunità nel tessuto sociale. Con l’uso dei Buoni i Comuni possono svolgere una vera funzione di supporto sociale senza costi aggiuntivi per la popolazione.
L’obiettivo è quello di favorire e coordinare la diffusione di questi buoni locali di solidarietà in tutto il territorio italiano e poi permettere, avendo la stessa struttura e gli stessi criteri di emissione e distribuzione, di potersi scambiare le merci e i servizi in eccesso fra le varie realtà pagando ognuno in percentuale in buoni della propria località di origine. Questo permetterebbe di ricreare in poco tempo una economia nazionale, non più dipendente dalle assurde e dannose logiche della globalizzazione, portare ricchezza pura non gravata dal debito e dimostrare che esiste un altro modo di fare economia.
Ecco perchè i Buoni sono si locali, ma mai limitati nel loro utilizzo. Sono un valido contributo alla rinascita della produzione locale non essendo spendibili fuori rete, meno che mai sono accettati lontano dall’Italia.
